Sono felice di presentare la nuova traduzione di Mario De Bartolomeis:
http://www.emmedibi.it/Ilcentrodellaragnatela.htm
Questa traduzione del racconto di Christian X. Ferdinandus: Il centro della ragnatela (El centro de la telaraña) e' stato pubblicato recentemente in Italia.
Buona lettura! 
si è polverizzato
il passato
dietro di noi
c’è il deserto
e l’oceano
davanti
infinitamente azzurro
ci chiama – e verso
la mano nella mano
insieme camminamo
(12/04/2005)
Fresca penombra,
polvere sullo specchio.
Brucia l'estate.
(Grazie a Marzia Serra per il haiku vero
)
Un caffè nel cortile
domenica pomeriggio
intanto che flebile
il sole di settembre
come il vecchio cane
ai piedi ti siede.
Di foglie secche
aspro viene nell’aria
sentore di fumo.
C’è pace. Silenzio
per qualche momento –
autentica quiete.
E solo in lontananza
sordo odi il tonfo
di noce nel fogliame.
Traduzione di © Mario De Bartolomeis
Me auto, treni, bus
via portano e riportano
a mai perché non uno
il posto è che per notti
cercando andavo intrisa
d’aroma di sambuco.
Un pioppeto vedendo
dalle foglie d’argento
in golene del Tibisco
o per vie di Ravenna
d’agosto a mezzogiorno
ho davvero creduto
possibile il restare..
Ma lieve una qualche ala
poi di farfalla mi chiamava
e la strada riprendevo.
Molla non è curiosità,
neppure smania, solamente
a me da anni fuggo ormai.
Da tanto tempo cerco
per quale motivo
questo paesaggio
m’attrae più d’un altro.
Perchè la mia pelle sente brividi
quando la mattina
mi trovo sulla piazza?
Di cosa il cuore
vibra con più intensità
se i rintocchi
del campanile mi chiamano?
Di che cosa di familiare
sanno le case color pastello,
le tegole del tetto,
la gaggia arborea
ed il pino pinea?
Perchè si sta bene sotto l’ombrellone
a bere il caffè dalla bianca tazza
in un bar sulla terrazza?
E da cosa posso intuire
quel che lo sguardo oscuro
potrà proferire?
Spiegazione nel presente non c’è.
Sento soltanto – basta questo.
E sorridendo
sto vivendo in me
che dall’Italia
un raggio di sole
mi rende ebbra dell’altrove.
Grazie a Ubaldo Riccobono che ha fatto la traduzione originale (di Melinda Tamás-Tar) un po’ più italiana 
Da tanto tempo cerco:
da quale motivo
questo paesaggio
m’attrae di più d’un altro?
Perchè la mia pelle formicola
quando la mattina
mi trova sulla piazza?
Di che cosa il cuore
batte con più rumore
se la campana
del campanile ci chiama?
Di che cosa son familiari
le case di color pastello,
le tegole del tetto,
la gaggia arborea
ed il pino pinea?
Perchè si sta bene sotto l’ombrellone
prendere caffè dalla bianca tazza
in un bar sulla terrazza?
E da dove posso intuire
che quello sguardo oscuro
che cosa potrà proferire?
Spiegazione non c’è nel presente.
Sento soltanto – basta questo.
E sorridendo
sto vivendo
che sul suolo italico
il raggio del sole
m’ebbra dall’altrove.
Traduzione di Melinda Tamás-Tarr
http://www.fullextra.hu/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=1810